Vegan

Amore per gli animali unito alla cucina vegana

Amore per (tutti) gli animali!

Non poteva che iniziare così un articolo del nostro Blog perché siamo impegnati per loro ogni giorno grazie al nostro portale di annunci gratuiti che ospita centinaia di annunci di animali in cerca di una famiglia da amare. Appets ha questa missione: il benessere degli animali e l’incremento del numero di adozioni in famiglia in Italia entro i prossimi 5/10 anni.

A proposito di benessere, oggi scriviamo anche di quello in cucina, che nasce dalla cucina naturale e sana, fatta per amare: noi stessi, il pianeta e gli animali che troppo spesso vivono vite di sofferenza, sottoposti a crudeltà che non si meritano, per il puro egoismo degli umani o per scopi prettamente economici.

Il livello di informazione sugli animali è fortunatamente cresciuto: sappiamo bene che sono molto più intelligenti e complessi di quanto molti credano, e gli scienziati ci forniscono sempre più prove a riguardo.

Anche l’impatto sul nostro pianeta è molto evidente. Allevare animali per fornire cibo richiede enormi quantità di risorse. Polli, maiali, bovini e altri animali da allevamento sono i principali consumatori di acqua: un singolo il maiale consuma 21 litri di acqua potabile al giorno, mentre una mucca in un caseificio beve fino a 50 litri al giorno. Se facessimo i calcoli, verrebbero fuori numeri terrificanti.

Oggi però ci sono tante fantastiche opzioni vegane, che ti permettono di avere la giusta nutrizione, sono deliziose e non comportano alcuna privazione. Cambiando ciò che è nel tuo piatto hai il potere di cambiare il mondo, indipendentemente dal fatto che la tua scelta di essere vegano sia per l’ambiente, per la tua salute o per amore degli animali.

Per approfondire meglio questo tema abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonella Tomassini, chef Vegan, food blogger per il sito IlVegano.it e scrittrice di diversi libri. Antonella si è resa disponibile per noi, raccontandoci tutta la sua esperienza.

Antonella, quando hai deciso di diventare una Chef Vegan?

“Ricordo che da bambina avevo circa 8 anni, mia madre mi regalò una piccola cucina giocattolo, con tante pentoline, piattini e bicchieri colorati. Passavo le ore a pasticciare acqua e farina, poi prendevo le foglie di scarto delle verdure e cominciavo a tagliuzzale tutte, per creare il pranzo delle mie bambole. Ho imparato prestissimo a cucinare, e ho scelto di trasformare tutte le verdure in piatti, all’inizio semplici e poi sempre più elaborati. Mia madre è stata la mia maestra. Lei non si è mai contrariata della mia scelta, essendo io diventata vegana in giovane età, anzi mi ha spronato davanti ai fornelli donandomi il suo amore per la cucina. Oggi sono soddisfatta di essere una foodblogger e una chef vegana e di poter insegnare ai miei allievi tutti i segreti della cucina naturale e di stagione.”  

Un bellissimo racconto il tuo che ci fa capire che avevi questa dote, non studiata, non decisa a tavolino, ma matura dentro di te già da bambina.

Quale pensi che sia il tratto distintivo della tua cucina?

“La mia cucina vegetale nasce dalla semplicità. Il punto fondamentale è creare piatti tradizionali e veloci alla portata di tutti utilizzando ingredienti facili da reperire. Poter divulgare ricette veg che sappiano preparare tutti, è il mio obiettivo: chi è alle prime armi nella cucina vegana non deve spaventarsi leggendo ingredienti di cui ancora non conosce il sapore. Secondo me è importante creare piatti buoni da mangiare e allo stesso tempo belli da vedere, soprattutto con gli ortaggi, i cereali e i legumi, da sempre sulla nostra tavola.”

Ottimi consigli dunque, anche per chi vorrebbe iniziare a proporre piatti vegani sulla propria tavola.

Come crei i tuoi piatti?

“L’ingrediente principale dei miei piatti è di solito la fantasia, non amo sprecare il cibo, per cui spesso creo piatti con gli ingredienti che ho nel frigo e se mi avanza qualcosa il giorno dopo ricreo con la stessa pietanza un altro piatto.”

Questa è la miglior dimostrazione che potessi darci dell’essere Vegan!

Quali sono le tre ricette che ti piace di più preparare?

“Mi diverte preparare finger food, degli sfiziosi antipasti ideali per l’aperitivo con gli amici e da mangiare con le mani. In questo caso il mio piatto cult sono le frittelle di mais, deliziosi bocconcini fritti con mais ed erbe aromatizzate.

frittelle-di-mais-ricette-vegan Amore per gli animali unito alla cucina vegana

Anche le polpettine di polenta alle olive nere e rosmarino, sono ottime sia come secondo piatto accompagnato da verdure, che per il buffet.

polpettine-di-polenta Amore per gli animali unito alla cucina vegana

E infine adoro preparare creme e salsette colorate a base di piselli o barbabietola, o carote, da realizzare in poco tempo, buone da spalmare sui crostini dorati o per farcire panini golosi.

Creme-e-salsette-fatte-in-casa Amore per gli animali unito alla cucina vegana

Ho già l’acquolina in bocca, meglio cambiare argomento! Un sondaggio pubblicato dalla Vegan Society nel 2016 ha rilevato un aumento del 350% del numero di vegani nel Regno Unito negli ultimi 10 anni. Tu che sei radicata nel mondo Vegan e da tanto tempo con passione aiuti gli animali, scrivendo libri e svolgendo tante altre attività.

Mi dici come vedi la cultura Vegan in Italia?

“In Italia il veganismo per fortuna sta prendendo sempre più piede. Quando ho iniziato io a non mangiar più derivati animali, più di trent’anni fa, o imparavi a cucinare o non mangiavi. Oggi in ogni supermercato c’è cibo alternativo alla carne, e reputo che chi fa questa scelta di vita è facilitato poiché può trovare su internet tante informazioni sull’alimentazione e non solo. Ci si può rendere conto di come vivono gli animali negli allevamenti intensivi, come vengono sfruttati e uccisi brutalmente nei mattatoi. In questa epoca, l’essere umano può scegliere la vita abbandonando le vecchie e sbagliate tradizioni che ti insegnano che mangiar carne fa bene. Abbiamo buoni motivi per mettere in atto un cambiamento, oltre che per gli animali e per se stessi, anche per il bene del pianeta. Non smetterò mai di dire che la causa principale dei disastri odierni sono causati dal consumo di carne e che se ci facciamo un esame di coscienza possiamo ricreare un mondo felice dove tutti gli animali corrono liberi.” 

Condividiamo appieno queste bellissime parole e per chi volesse sapere di più sui libri scritti da Antonella può trovarli su Amazon:

 

Concludiamo ringraziando ancora una volta Antonella e scrivendo questo: sia che tu voglia essere più sano, fare la tua parte per fermare la sofferenza degli animali o ridurre la tua impronta ambientale, puoi iniziare a mangiare più piante, per amore degli animali, per il pianeta e per la tua salute.

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2 Settembre 2019 / 1 Commento /di / in
Vegani o Jainisti?

Il Jainismo è la più antica dottrina spirituale della nonviolenza e dell’amore universale, che nasce in India e persegue lo scopo della purezza spirituale, estendendo i suoi principi a qualsiasi essere vivente, che si tratti di umani, insetti, piante e animali.

Per il Jainismo non cibarsi di animali, che vengono considerati come fratelli, pari agli umani, è un atto naturale non una rinuncia.

Tutti gli esseri viventi sono fatti della stessa essenza e hanno la stessa anima; il microorganismo (motivo per cui bevono solo acqua usata per cucinare, privata della vita racchiusa nelle sue gocce durante la bollitura), la pianta, l’insetto e il mammifero stanno compiendo la propria esperienza di vita e vanno tutti rispettati in egual modo.

Elefante-indiano-articolo-jainisti Vegani o Jainisti?

“Liberando l’anima attraverso la pratica della non violenza, ogni essere vivente diventerà Dio”.

I Jaina bandiscono dunque gli alimenti di origine animale, poiché la loro produzione comporta inevitabilmente grande violenza sugli animali, ma questo è solo una minima parte delle loro restrizioni alimentari. Infatti, non si cibano neppure di tutte quelle creature vegetali che se prelevate causano la morte dell’intera pianta, non lasciandole la possibilità di continuare a crescere e produrre i suoi frutti (carote, patate, rape e simili). Non si cibano di frutti con semi come il melone, il melograno o l’anguria e neppure del miele perché mette in pericolo la vita delle api. Sono le stesse dottrine jainiste a suggerire uno stile di vita vegano.

Anche se può sembrare Vegan, forse si potrebbe associare più facilmente a un fruttarismo spinto, perché la maggioranza dei vegani si ciba di vegetali la cui raccolta compromette la vita o lo sviluppo della pianta. L’alimentazione Jainista è sicuramente la dieta più intransigente che esista!

Anche una delle menti più illuminate di tutti i tempi aveva simpatia per il Jainismo, ovvero Albert Einstein che disse:

“Non sono sicuro se c’è la vita dopo la morte. Ma se è vero, se c’è vita dopo la morte, allora vorrei rinascere in India nella religione Jainista”.

Possiamo concludere scrivendo che il codice morale di questa dottrina, seppur così antica, è ai giorni nostri in linea con i più profondi concetti di pacifismo, animalismo e ambientalismo.

Se desideri approfondire l’argomento ti consigliamo il libro “A tavola con le religioni. Induismo, buddhismo e jainismo” di Massimo Salani. Per saperne invece di più sul Jainismo nella sua totalità abbiamo scelto come seconda proposta il libro “L’essenza del jainismo”.

     

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21 Agosto 2019 / 1 Commento /di / in